There is no AI without API

05/12/2025

L’AI connectivity su larga scala e il massive shift verso l’Agentic Era

🌍 Siamo all’alba di una trasformazione radicale nel mondo del business: ogni azienda, spinta dal rischio competitivo di rimanere esclusa dal mercato, dovrà valutare un percorso per adottare la filosofia agentic AI, con processi e servizi potenziati da intelligenze distribuite capaci di collaborare in tempo reale.
Un’evoluzione che sta ridefinendo il modo in cui costruiamo, integriamo e governiamo il valore digitale.

API Summit Live 25: il keynote di Augusto Marietti

📍 New York City – API Summit 25
L’evento annuale “API Summit for the Agentic Era”, organizzato da Kong, rappresenta sempre un momento di riflessione sui percorsi digitali che le aziende dovranno affrontare.
Nel 2025 l’attenzione si è focalizzata sulla convergenza tra API e Intelligenza Artificiale e sul nuovo paradigma architetturale che questa relazione abilita.

Nel keynote di apertura (Keynote API Summit 2025), Augusto Marietti — CEO e Co-founder di Kong — ha tracciato un chiaro parallelismo evolutivo:

“Dall’era Cloud Native, fondata su microservizi e API REST, all’era dell’Agentic AI, in cui agenti intelligenti interagiscono con i sistemi tramite API e protocolli come MCP, orchestrando task in autonomia.”

Le API rimangono il tessuto connettivo tra applicazioni, modelli AI e flussi di eventi, ma diventano ora anche il linguaggio operativo dell’intelligenza artificiale, l’interfaccia attraverso la quale i modelli possono agire sui sistemi aziendali.

In questa prospettiva, il futuro delle infrastrutture sarà basato su una piattaforma unificata tra API e AI.
Kong gioca un ruolo centrale in questa transizione, fornendo l’infrastruttura, la sicurezza e la governance necessarie a costruire il fabric di connettività dell’era agentica.

Con l’adozione crescente di agenti AI distribuiti, il volume delle comunicazioni machine-to-machine crescerà in modo esponenziale:

🌐 Un aumento massivo del traffico API, che richiederà piattaforme in grado di garantire scalabilità, osservabilità e performance estreme per supportare miliardi di interazioni tra agenti, modelli e servizi.

Il keynote di Marietti ha introdotto la visione strategica complessiva.

La sessione “From DX to AX: costruire una API Strategy per l’era dell’Agentic AI” ha approfondito la dimensione tecnologica di questa trasformazione.

Se il Cloud Native ha definito il mondo delle API per applicazioni e microservizi, l’Agentic AI sta creando un ecosistema in cui saranno gli agenti — non gli utenti umani — a consumare la maggior parte delle API.

È la continuità naturale del percorso degli ultimi 15 anni …ma rappresenta allo stesso tempo una discontinuità totale rispetto a come abbiamo sempre immaginato le API.

Per questo diventa essenziale definire una nuova API Strategy, progettata non più solo per sviluppatori umani, ma per agenti autonomi.

🚀 Gli AI Agents: la nuova categoria di workload

Secondo Gartner, entro il 2028 gli AI Agents consumeranno l’80% delle API nell’ecosistema enterprise.

Non si parla più di semplici chatbot: gli agenti AI moderni percepisconopianificano ed eseguono azioni, richiamando API e orchestrando servizi in autonomia.

Kong identifica quattro fasi evolutive:

  1. RAG Chatbot:Recupero dati senza capacità d’azione.
  2. Tool-Calling Chatbot:Chiamate API guidate da input umano.
  3. Human-in-the-Loop Agent:Autonomia controllata con punti di validazione umana.
  4. Full Autonomy Agent:Esecuzione end-to-end senza intervento umano.

Più l’autonomia aumenta, più la dipendenza da API robuste e affidabili diventa critica.

⚠️ Perché le API Attuali Non Bastano Più

L’agente AI non interpreta ambiguità, non legge documentazione informale e non gestisce convenzioni implicite. Richiede API progettate in ottica machine-first.

🧩 L’Agent Hierarchy of Needs e i 3 Requisiti Fondamentali:

Gli agenti AI operativi richiedono una catena integrata di capacità:

  • LLM con capacità di tool calling
  • controllo e validazione degli input
  • arricchimento del contesto
  • orchestrazione tra strumenti
  • autorizzazioni verso sistemi esterni
  • composizione dinamica di azioni multi-step

Alla base di tutto c’è un requisito fondamentale:

👉 API robuste, facilmente individuabili e progettate in modo machine-first.

Kong evidenzia tre esigenze fondamentali:

1. Machine readability totale

Standard formali come OpenAPIAsyncAPI e MCP diventano essenziali.

2. “Composabilità” dinamica

Le API devono essere orchestrabili, componibili e capaci di supportare anche event streams.

3. Gli agenti non leggono documentazione — hanno bisogno di contratti

Per funzionare in modo affidabile, necessitano di specifiche complete, non ambigue e progettate per essere interpretate da un modello.

Conclusione: prepararsi ora per l’era agentica

La convergenza tra API e AI sta ridisegnando architetture, processi e strategie.
L’adozione di agenti autonomi richiede:

  • infrastrutture di connettività ultra-scalabili
  • API progettate in modalità machine-first
  • governance distribuita
  • sicurezza progettata per agenti
  • una nuova cultura di API design e API operations

L’evento ha mostrato come l’era agentica stia già prendendo forma e potrà trasformare in profondità il modo in cui le aziende costruiranno il proprio valore digitale. Comprendere per tempo questa evoluzione può diventare un elemento distintivo nei prossimi anni.